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 mascherine

Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc).

Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com), che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di:

  • resistenza a schizzi liquidi
  • traspirabilità
  • efficienza di filtrazione batterica
  • pulizia da microbi.

La norma tecnica di riferimento UNI EN ISO 10993-1:2010 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com) ha carattere generale per i dispositivi medici e prevede valutazione e prove all'interno di un processo di gestione del rischio.

Valutazione attuale: 5 / 5

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Tratto dal Seminario SIRS 13 maggio 2019 - Rimini Un intervento dal titolo:

I RAPPORTI TRA RLS-RLST CON DIRIGENTI – PREPOSTI – LAVORATORI
Una relazione a volte difficile

 

Relazione a cura di Leonildo Morisi, affronta i Compiti, ruoli e le  funzioni dei vari soggetti della prevenzione, a partire dalla gerarchia aziendale. Approfondisce l'Articolo 17  del D.lgs n. 81/2008 - "Obblighi del datore di lavoro non delegabili", l'Articolo 18 - "Obblighi del datore di lavoro e del dirigente", l'Articolo 19 - "Obblighi del preposto" , Articolo 20 - "Obblighi dei lavoratori".

Inoltre affronta gli articoli 47 - "Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza" e 48 - "Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale".

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Valutazione mediante misure e calcolo di un intervento di bonifica realizzato su puntatrici elettromeccaniche

RIASSUNTO
Le puntatrici elettromeccaniche, considerata l’ampia diffusione e gli elevati livelli di campo generato, costituiscono una importante classe di sorgenti di induzione magnetica a frequenza intermedia. Non di rado, questi apparati espongono gli operatori a intensità di campo superiori ai limiti di legge.
Questo lavoro si basa su una campagna di misure svolta congiuntamente dagli specialisti dell’INAIL e della Azienda USL Toscana Sud Est; le puntatrici analizzate sono risultate sorgenti di campi elettromagnetici rilevanti sia per gli operatori addetti che per chiunque si trovi a qualsiasi titolo presente nei pressi dei macchinari in funzione. Vengono fornite indicazioni sul corretto utilizzo al fine di minimizzare l’esposizione degli addetti. Infine si mostra come l’applicazione di
metodi di bonifica relativamente semplici abbia condotto ad una sostanziale diminuzione dei livelli di esposizione dei lavoratori coinvolti.
L’intervento è stato anche l’occasione per mettere alla prova alcuni degli strumenti web realizzati all’IFAC nell’ambito del progetto ex bando INAIL Bric-2016. Il progetto mira a sviluppare e raccogliere in un portale web una serie di strumenti operativi a supporto dell’attività di valutazione e riduzione del rischio da esposizione ai campi elettromagnetici (CEM) e alle radiazioni ottiche artificiali (ROA).

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