Documento Unitario CGIL CISL UIL

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Documento Unitario CGIL CISL UIL

“Un’azione di prevenzione efficace, partecipata e diffusa”

Marghera, 19 gennaio 2018


Obiettivi e priorità di un percorso per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

Premessa
Un percorso è fatto di passi e di tappe, ma prioritariamente di obiettivi e azioni da raggiungere e compiere per realizzare quanto ritenuto prioritario e fondamentale.
In tema di prevenzione e di tutele della salute e sicurezza sul lavoro il percorso intrapreso da tempo unitariamente ha visto obiettivi raggiunti e azioni realizzate, ma anche tanti traguardi non ancora superati.
Credendo nel cammino comune e nell’affermazione della prevenzione in ogni luogo di lavoro e per tutte le lavoratrici e lavoratori -ancor più oggi che le sfide aumentano sul piano dei nuovi rischi, delle condizioni di lavoro e dell’occupazione si è inteso comporre il seguente documento nazionale che intende delineare un fondamentalequadro di interventi, modalità operative e attori - sui diversi livelli - al fine di definire un primo ambito di lavoro comune.
Quanto previsto nel documento, costituisce linea condivisa e fattiva, frutto di un lavoro unitario congiunto tra livello nazionale e territoriale, finalizzata alla programmazione degli interventi sul territorio, nelle diverse realtà lavorative e nella collaborazione con i Patronati; così come anche base di confronto con le associazioni datoriali e le istituzioni.


Tematiche prioritarie
1. Strategia Nazionale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro
2. Rapporti con le Istituzioni (Regioni, INAIL, ASL, Servizi di Prevenzione e Vigilanza)
3. Contrattazione
4. Rappresentanza
5. Pariteticità
6. Patronati

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INFORTUNI DOMESTICI

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ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO GLI INFORTUNI DOMESTICI

 

opuscolo assicurazione infortuni domestici 2018

 

NON SFIDARE GLI IMPREVISTI
DEL LAVORO DOMESTICO.
ASSICURATI CON INAIL.

La legge 3 dicembre 1999, n. 493 (*) ha istituito una polizza contro gli
infortuni domestici che riconosce e valorizza chiunque, donna o uomo,
impieghi le proprie energie in maniera abituale, esclusiva e gratuita,
nell’ambito domestico.

 Premessa

L’ordinamento italiano, con la legge n. 493 del 3 dicembre 1999, riconosce professionalmente l’impegno di coloro che svolgono attività di grande utilità per la cura della casa e del nucleo familiare in modo abituale esclusivo e gratuito, proponendo un adeguamento delle tutele dai peculiari rischi di infortunio cui è esposta questa tipologia di lavoratori.
Si tratta di una legge a elevato impatto etico e sociale che valorizza la dedizione e il grande senso di responsabilità di chi svolge quotidianamente e a tempo pieno il proprio lavoro tra le mura domestiche, equiparandolo, dal punto di vista della tutela dei rischi da infortunio, a quello svolto fuori casa.
Casalinghe/casalinghi rappresentano, infatti, una categoria di lavoratori particolarmente esposti a condizioni di rischio, tipiche dell’ambiente in cui operano, come conferma l’incidenza del numero di infortuni registrati in ambito domestico.
Le cause sono per lo più riconducibili alla disinformazione e a comportamenti imprudenti, all’uso di elettrodomestici, detergenti o prodotti chimici per l’igiene della casa. Inoltre, la ripetitività delle quotidiane azioni per la cura delle case e delle persone può abbassare la soglia di attenzione e di conseguenza aumentare l’esposizione al rischio.
Lo Stato italiano ha promosso la tutela del lavoro domestico e compie azioni di sensibilizzazione per favorire l’adozione di comportamenti responsabili e di adeguate misure di prevenzione per rendere la casa un luogo più sicuro. In particolare, due sono gli strumenti attraverso cui si
intende garantire la tutela dei lavoratori domestici:

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Considerazioni sui casi di tumore

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Considerazioni sui casi di tumore nell’Area della Ricerca
di Firenze del Consiglio Nazionale delle Ricerche

di:

Riccardo Benedetti (membro RSU), Manuela Corongiu (RLS e membro RSU) Consorzio Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale
Lorenzo Bigagli (RLS), Giovanni La Penna (RLS) Area della Ricerca di Firenze del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Fonte http://eprints.bice.rm.cnr.it/

Sommario

Recentemente, tra i dipendenti dell’Area della Ricerca di Firenze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino si è verificato un numero preoccupante di casi di tumore. L’AziendaSanitaria di Firenze (ASF) e l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO) di Firenze, con l’interessamento dell’Azienda Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, hanno indagato la questione, concludendo che il numero di casi verificatisi non è statisticamente superiore alla media territoriale e che non è stata riscontrata la presenza di fattori di rischio ambientale.

Questo documento evidenzia svariati aspetti critici, sia nel merito che nel metodo, dell’indagine condotta, con particolare riferimento all’approfondimento statistico.

In conclusione, si ritiene che l’intervento di ASF-ISPO non costituisca un’indagine accurata e che sia stato insufficiente e sbrigativo. Si raccomandano ulteriori approfondimenti e interventi di monitoraggio e prevenzione sul personale e sull’ambiente dell’Area CNR, del Polo Scientifico e della Piana in generale.

 

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Piana Fiorentina

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Qualita’ dell’Aria nella Piana Fiorentina

Campagna di Misure Settembre 2016 – Giugno 2017

 Progetto SMART Report

a cura: Prof. Roberto Udisti
Dipartimento di Chimica – Sezione Chimica Analitica

Polo Scientifico di Sesto F.no – Universita’ di Firenze.

 

1. INTRODUZIONE
Allo scopo di contribuire all’acquisizione di una maggiore conoscenza dello stato dell’ambiente nella Piana Fiorentina, soprattutto in considerazione del possibile ampliamento delle pre-esistenti infrastrutture aeroportuali e della supposta costruzione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti in localita’ Case Passerini, il Dipartimento di Chimica, in maniera autonoma e senza ricorrere a finanziamenti da parte di istituzioni o enti pubblici o privati, ha condotto uno studio sulle concentrazioni atmosferiche e sulla composizione chimica del particolato atmosferico PM10 in 13 siti distribuiti in 4 Comuni che si affacciano sulla Piana.
La campagna di campionamento e’ stata svolta utilizzando due tipi di campionatori operanti con testa PM10: 2 campionatori FAI-Hydra a norma europea EN 12341 e 13 campionatori innovativi FAI-SMART. Dato il carattere innovativo dei campionatori SMART, due campionatori di questo tipo sono stati installati nei pressi dei due campionatori a norma EN 12341, per poter valutare l’attendibilita’ dei dati raccolti.
Il campionamento si e’ svolto nel periodo Settembre 2016 – Giugno 2017, con alcune differenze, anche notevoli, nei periodi di campionamento che hanno interessato i differenti siti. Queste differenze sono dovute al fatto che gli Accordi di Collaborazione tra il Dip. Chimica e gli Assessorati all’Ambiente dei quattro Comuni interessati al progetto hanno subito il ritardo di alcuni mesi, per il completo espletamento dei protocolli relativi alla stesura dell’Accordo. Inoltre, qualche minore differenza tra i periodi di campionamento effettuati con i campionatori SMART e’ stata causata da alcuni problemi di messa a punto iniziale dei campionatori stessi.
Il campionamento con le centraline a norma europea EN12341 e’ stato effettuato con cadenza giornaliera (campionamenti di 24 h dalle 00.01 alle 23.59 di ogni giorno) dal 2 Settembre 2016 all’11 Ottobre 2016, e ogni due giorni (campionamenti di 24 h dalle 00.01 alle 23.59 a giorni alterni) dal 13 Ottobre all’ 8 Giugno 2017. I campionamenti sono stati effettuati nei siti di Case Passerini e del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.
Il campionamento con i campionatori SMART si e’ svolto nel periodo Settembre 2016 – Giugno 2017 per i due campionatori operanti in parallelo con i campionatori EN 12341 a Case Passerini (S4) e presso il Polo Scientifico (S5), e nel periodo da Dicembre 2016/Gennaio 2017 a Giugno 2017 per gli altri 11 siti di campionamento (S1-S3 e S6-S13). Questi campionamenti hanno avuto la durata di 15 giorni ed hanno permesso di valutare la distribuzione spaziale della concentrazione atmosferica e della composizione chimica del PM10 in gran parte dell’area della Piana Fiorentina. In totale, sono stati prelevati 456 campioni di PM10, che sono stati tutti analizzati per la misura gravimetrica del PM10 e per la determinazione delle concentrazioni atmosferiche dei piu’ rilevanti componenti chimici (ioni e metalli) potenzialmente tossici per l’ambiente.
E’ da tenere conto che, per la mancanza di qualunque tipo di finanziamento da parte degli Enti Regionali e Comunali, non e’ stato possibile determinare alcuni marker di specifiche emissioni. In particolare, non sono stati determinati il silicio (marker delcontributo crostale), il levoglucosano (marker delle combustioni da biomassa) e le frazioni carboniose OC (Organic Carbon) e EC (Elemental Carbon), marker del traffico e dei processi di combustione. Inoltre, il periodo di campionamento non ha riguardato un intero ciclo annuale (anche se la copertura del periodo autunno-inverno e’ significativa per la valutazione della qualita’ dell’aria nel periodo con la presenza delle piu’ intense fonti emissive). Per tali ragioni, non e’ stato possibile applicare l’analisi statistica multivariata (PMF – Positive Matrix Factorization) per il riconoscimento e la quantificazione delle sorgenti (source apportionment). E’ auspicabile che un progetto finanziato dalla Regione Toscana nell’arco del 2018 possa permettere un campionamento annuale in almeno due siti della Piana, con la determinazione di tutti i componenti chimici necessari per un affidabile source apportionment.

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Gli infortuni in Toscana

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Regione Toscana
Analisi della numerosità degli infortuni - Dati rilevati al 31 dicembre 2017

Inail - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

 

Tabelle regionali cadenza mensile Dic 2017 Toscana pag4

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