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Infortunio durante lo spostamento di una barra di acciaio.
Responsabilità del direttore di stabilimento per mancanza di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori.

Cassazione Penale, Sez. 4, 15 aprile 2020, n. 12177

 

In questa sentenza la Suprema Corte ha ricordato come si sia passati «A seguito dell'introduzione del d.lgs 626/94 e, poi, del T.U. 81/2008, dal principio "dell'ontologica irrilevanza della condotta colposa del lavoratore" al concetto di "area di rischio" che il datore di lavoro è chiamato a valutare in via preventiva, resta in ogni caso fermo il principio secondo cui non può esservi alcun esonero di responsabilità all'interno dell'area di rischio, nella quale si colloca l'obbligo datoriale di assicurare condizioni di sicurezza appropriate anche in rapporto a possibili comportamenti trascurati del lavoratore». 


La Suprema Corte ha poi proseguito: "All'interno dell'area di rischio considerata, quindi, deve ribadirsi il principio per il quale la condotta del lavoratore può ritenersi abnorme e idonea ad escludere il nesso di causalità tra la condotta del datore di lavoro e l'evento lesivo, non tanto ove sia imprevedibile, quanto, piuttosto, ove sia tale da attivare un rischio eccentrico o esorbitante dalla sfera di rischio governata dal soggetto titolare della posizione di garanzia; oppure ove sia stata posta in essere del tutto autonomamente e in un ambito estraneo alle mansioni affidategli e, come tale, al di fuori di ogni prevedibilità da parte del datore di lavoro, oppure vi rientri, ma si sia tradotta in qualcosa che, radicalmente quanto ontologicamente, sia lontano dalle ipotizzabili e, quindi, prevedibili, imprudenti scelte del lavoratore nella esecuzione del lavoro".
In ogni caso "anche a volersi riconoscere una imprudenza del lavoratore infortunato, essa avrebbe semmai avvalorato la prova della responsabilità del direttore dello stabilimento, quale conseguenza del difetto di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori".

Sentenza

 
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